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Il professionista della “buona causa”. Intervista al prof. Valerio Melandri

29 Nov

Stanno per scadere le iscrizioni al Master in fundraising dell’ateneo di Forlì. Disponibili borse di studio. Intervista a Valerio Melandri

 

Fundraising: ecco un settore che tira e che, con ogni probabilità, continuerà a crescere anche in futuro. Basta guardare ai numeri dell’ufficio placement del Master promosso dalla Facoltà di Economia di Forlì. “Siamo arrivati alla nona edizione del Master in Fundraising e non abbiamo un solo disoccupato” spiega il professore Valerio Melandri. “Sono convinto- prosegue il direttore- che il professionista che opera in questo settore e quindi prevalentemente all’interno delle organizzazioni nonprofit, sia il soggetto portante di un nuovo modo di concepire il sistema economico, orientato più all’etica e alla buona causa che alla logica del profitto”.

 

Cosa vuol dire lavorare nel fundraising?
“Questa parola, tradotta dall’inglese, non significa semplicemente “raccogliere fondi”, bensì incrementare le risorse necessarie per sostenere azioni e progetti senza fini di lucro. In questo senso, il fundraising è un’attività strettamente collegata alle organizzazioni nonprofit che hanno l’obbligo per definizione di reinvestire tutti i loro utili per scopi sociali. Negli ultimi anni, il fundraising viene tuttavia praticato anche da enti e servizi pubblici o da aziende che promuovono iniziative che non hanno come concetto portante il guadagno”.


Chi è il professionista del Master in Fundraising?
“In ogni organizzazione nonprofit ci sono almeno due tipi di figure che operano in modo sinergico. La prima, è il fundraiser professionista, ovvero colui che lavora dentro l’organizzazione e la rappresenta all’esterno raccogliendo direttamente i fondi. Attività che svolge relazionandosi soprattutto con pochi donatori in grado di fare grandi offerte. Viceversa, il professionista del fundraising ha più un ruolo tecnico, assiste alle attività di progettazione, prepara il direct mailing, pianifica un evento o si occupa del telemarketing, del reperimento di sponsor e della gestione del database dei contatti. Diciamo che svolge un’attività più di supporto che di leadership: aiuta, indirizza, propone idee, fa da tramite con il donatore, ma non raccoglie “materialmente” i fondi.  Ad ogni modo, in entrambi i settori troviamo diversi profili professionali: dirigenti o amministratori, addetti all’ufficio stampa, esperti di corporate social responsibility e responsabili di comunicazione, marketing e pubbliche relazioni”.


Che caratteristiche devono avere queste figure?
Nel caso del fundraiser professionista sono necessarie precise competenze manageriali, ma anche conoscenze in campo finanziario e sulle tendenze di mercato. Poi, statistica, strategie di marketing, tecniche di relazione pubblica e di comunicazione. In questo senso, hanno caratteristiche personali specifiche, dinamicità, flessibilità, capacità di linguaggio e di leadership oltre a una piena e totale condivisione dei valori dell’organizzazione per cui si trovano a operare. Il che vale anche per le figure che svolgono una funzione più tecnica, di staff e di ufficio e che, quindi, si relazionano con molti donatori per offerte di piccole entità. In questo senso, conta la precisione, la capacità di programmare e organizzare attività ed eventi. E il saper gestire reti di contatti”.

 

 

Come si articola il percorso?

“Oltre alle lezioni in aula, sono previsti stage nelle numerose imprese convenzionate con il master. Enti e associazioni nonprofit in Italia e all’estero. L’impianto didattico è quindi fortemente operativo: elemento garantito dal fatto che, in cattedra non abbiamo solo docenti, ma anche professionisti che operano già nel settore. Esperti internazionali di fundraising, di marketing e comunicazione, sviluppo e gestione manageriale, budgeting e cost analysis e in materia fiscale provenienti da grandi organizzazioni come Croce Rossa, Cesvi, Unicef, Medici Senza Frontiere, Save The Children ma anche piccole realtà più vicine al territorio”.

I laureati che escono dal master trovano lavoro?
“E’ un settore in forte crescita che dà lavoro a moltissime persone. Ogni anno ci arrivano infatti centinaia di domande, ma ammettiamo solo 24 persone per mantenere inalterata la qualità del master e garantire agli iscritti ottime opportunità occupazionali. Non a caso, abbiamo un ufficio placement dedicato che trova offerte di stage a seconda dei profili degli studenti, in realtà diverse e riconosciute a livello internazionale. Un 10% va infatti a lavorare per enti e associazioni all’estero. In questo senso, prestiamo particolare attenzione alla fase di selezione: operazione delicata, che svolgiamo tenendo conto non solo del curriculum, ma anche delle caratteristiche personali. Cerchiamo giovani motivati, interessati a lavorare nel nonprofit, con ottime doti relazionali. Ad ogni modo, accettiamo studenti da tutta Italia e anche da altri paesi. La conoscenza dell’inglese, se c’è, è un requisito importante anche se non obbligatorio. Il nostro scopo è, infatti, quello di arrivare presto a tenere questo master totalmente in lingua inglese”.

Quali sono i settori economici più vicini al mondo del nonprofit?
“Ci sono tre grandi settori trainanti che oggi rappresentano già il 60% dell’occupazione nel campo del fundraising: sanità, welfare ed education, quindi scuole e università pubbliche. Sono aree destinate a crescere nel tempo, soprattutto a seguito delle riforme economiche che le hanno interessate. A fianco, ci sono poi “territori” minori, ma comunque importanti, come cultura e promozione sociale”.

 

Dati relativi all’edizione 2011
Scadenza delle domande: 1 dicembre 2010
Numero ammessi: massimo 24
Costo del master: 5.900 €
Per informazioni
tel:
+39 0543 374151
fax: +39 0543 374138
email: adele.guardigli@master-fundraising.it
sito del master: http://www.master-fundraising.it/
possibili sedi di stage: Fondazioni, Organizzazioni non governative, Organizzazioni Internazionali, Enti Pubblici, Associazioni di promozione sociale, Società di Consulenza, Cooperative sociali (alcuni esempi tratti dalle passate edizioni: Terre des Hommes Italia, Amnesty International Italia, Unicef, Action Aid, Save The Children, Cesvi, Greenpeace, Amref, Agire, Lega del Filo D’oro, Lilt, Oxfam, Sait, Henosis, AIL, Coopi, Agire, Associazione L’Albero della Vita, Slowfood, Fondazione Adecco, AUSL Cesena, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Associazione Amici di Piazza Grande, Amka e molto altro ancora).

 

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