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Parola di Testimonial, tra anima commerciale e no profit

02 Ott

È stato selezionato per il Premio Lamerica 2009 e il Premio Castiglioncello 2009 per la comunicazione il libro Parola di Testimonial (Lupetti editore) di Alessandro Aquilio. Il volume ripercorre la storia della tv italiana, filtrata attraverso lo sguardo della pubblicità e della sua tecnica preferita: il testimonial, analizzato in ambito commerciale e non profit.

Aquilo, già tra gli autori del libro Brand Imagination pubblicato due anni fa con Isedi, analizza la situazione della pubblicità italiana, in particolare il legame marca-testimonial e marca-consumatore. Non sempre infatti i risultati sono stati pari alle attese. Il testimonial, infatti, non è sempre capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. È per questo motivo che la scelta di chi deve portare un messaggio deve essere preceduta da attente riflessioni strategiche, da presupposti che favoriscano l’incontro tra le due identità, quella del brand e quella del personaggio.

Ormai, quindi, affidare i messaggi pubblicitari ad una persona famosa, uno sportivo, un attore o lo stesso produttore del bene, è quasi una costante nei messaggi degli spot. Ma possiamo fidarci davvero di loro? L’autore – che è cultore della materia in Teorie e Tecniche della comunicazione pubblicitaria presso l’Università di Macerata e collabora con la cattedra di Linguaggi e stili della Comunicazione d’impresa presso l’Università La Sapienza di Roma – prova a rispondere a tutte queste domande analizzando la figura del testimonial dai suoi albori ad oggi: dal Carosello degli anni Cinquanta, agli sfavillanti anni Ottanta, alla globalizzazione della società contemporanea. Momenti diversi, culture storiche variegate, programmi televisivi e tempi per gli spot variabili e profondamente mutati.

Il manuale, rivolto ad appassionati di costume, studenti e operatori della comunicazione, invita il lettore a interrogarsi su questa figura, intuendone gli scenari futuri, le potenzialità inespresse, le strategie più convincenti, cercando di capire cosa c’è davvero dietro le nostre scelte e quanto un messaggio televisivo può interferire con l’acquisto di un determinato prodotto.

Una panoramica inquadra la natura del testimonial anche nell’ambito del non-profit, focalizzando l’attenzione sia sulle figure più convincenti sia su quelle neutre o addirittura rischiose grazie allo studio di casi concreti come Lega del filo d’oro ad Amref.

Elisabetta Ruggeri

 
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Pubblicato da su 2 ottobre, 2009 in Comunicazione sociale, Libri

 

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