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Fondazione Amnesty International presenta il CD 17X60

27 Ott

Mercoledi’ 29 ottobre a Roma, alle 12, presso la Libreria Feltrinelli (Galleria Alberto Sordi), la Fondazione Amnesty International presenta il cd ‘17×60’, realizzato in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Il cd, patrocinato dal Segretariato Sociale RAI, contiene brani di Ivano Fossati, Subsonica, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Enzo Avitabile, Gianmaria Testa, Mariella Nava & Dionne Warwick, Samuele Bersani, Paola Turci, Giorgio Canali, Elena Vittoria, Eugenio Bennato, Max Gazze’, Modena City Ramblers, Niccolo’ Fabi, Antonella Ruggiero e Jovanotti.

Alla presentazione interverranno Paolo Pobbiati (Presidente della Sezione Italiana di Amnesty International) Paolo Dossena (CNI Music) e alcuni degli artisti presenti nel cd.

Per confermare la partecipazione e per ulteriori informazioni:

UFFICIO STAMPA E PROMOZIONE: Glitter & Soul www.glitterandsoul.com www.myspace.com/glitterandsoul E mail e Skype:

alessandro@glitterandsoul.com

elisa@glitterandsoul.com

Mobile:

Alessandro: +39.333.9846272

Elisa: +39.349.5520417

UFFICIO STAMPA AMNESTY INTERNATIONAL

Tel. 06/4490224 – +39.348.6974361

E mail: press@amnesty.it

La tracklist:

01. Ivano Fossati – Pane e coraggio

02. Subsonica – Canenero

03. Daniele Silvestri – Il mio nemico

04. Sud Sound System – Bomba innescata

05. Enzo Avitabile – Tutt’egual song ‘e criature

06. Gianmaria Testa – Al mercato di Porta Palazzo

07. Mariella Nava & Dionne Warwick – It’s Forever

08. Samuele Bersani – Occhiali rotti

09. Paola Turci – Rwanda

10. Giorgio Canali – Canzone della tolleranza e dell’amore universale

11. Elena Vittoria – Peacock (Premio “Una Canzone per Amnesty” ed. 2008)

12. Eugenio Bennato – Canzone per Beirut

13. Max Gazzè – Avanzo di galera

14. Modena City Ramblers – Ebano

15. Niccolò Fabi – Milioni di giorni

16. Antonella Ruggiero – Canzone tra le guerre

17. Jovanotti – Mani in alto

Sessanta anni fa, il 1o dicembre 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni

Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani: trenta

articoli che riconoscono a ogni persona il diritto di vivere, la libertà

di movimento, di pensiero, di culto, di opinione, di associazione ed

espressione e che garantiscono, inoltre, il lavoro, la salute,

l’istruzione, la sicurezza individuale e l’uguaglianza davanti alla legge.

Troppo però è ancora il divario tra carta e realtà, in troppi paesi del

mondo inclusa l’Italia, moltissimo il lavoro che deve essere compiuto per

dare a ogni essere umano il rispetto e la dignità che gli sono propri.

Fondazione Amnesty International, per celebrare il 60° anniversario della

Dichiarazione, pubblica una raccolta, prodotta e distribuita da CNI Music,

di brani firmati negli ultimi quattro anni da 17 artisti italiani di

grande fama e prestigio. L’importante operazione, la prima del genere

realizzata da Fondazione Amnesty International nel nostro paese, è

fortemente voluta per diffondere il più possibile la cultura dei diritti

umani attraverso linguaggi ed emozioni propri della musica: fortemente

comunicativi, piacevoli, leggeri ma impegnati ed efficaci.

Un ringraziamento speciale a Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City

Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Sud Sound System, Eugenio Bennato,

Niccolò Fabi, Mariella Nava, Gianmaria Testa, Giorgio Canali, Enzo

Avitabile, Antonella Ruggiero, Subsonica, Jovanotti, Max Gazzè ed Elena

Vittoria che, in questo “17×60”, prestano voce e sensibilità ad Amnesty

International, con l’augurio che le loro armonie raggiungano ognuno di

voi.

Brano per brano:

Ivano Fossati, Pane e coraggio: per le popolazioni che non possono

sopravvivere nella propria terra, la migrazione è spesso un sogno

seducente che si scontra con le politiche di accoglienza dei paesi di

arrivo. Bene lo descrive Fossati con un episodio simbolico.

Subsonica, Canenero: l’immagine disturbante e ricorrente di una bocca

famelica è il segno indelebile di una violenza infantile. Ispirandosi a

“Dies Irae” di Giuseppe Genna, il gruppo torinese affronta con coraggio il

tema scomodo e lacerante degli abusi sui minori.

Daniele Silvestri, Il mio nemico: pungente critica alla società

contemporanea governata da individualismo e prepotenza. La “dittatura

invisibile” denunciata dal cantautore può uccidere per il proprio

interesse, ma anziché usare armi si avvale di carte di credito.

Sud Sound System, Bomba innescata: parole concitate in salentino stretto

per descrivere in modo lucido la strategia della tensione. L’avidità umana

è causa dello sfruttamento; le genti non sono divise tra popoli nemici, ma

tra politici e coloro che sono mandati a morire.

Enzo Avitabile, Tutt’egual song ‘e ccriature: la canzone, dalle forti

influenze mediterranee, passa in rassegna le condizioni in cui nascono i

bambini: tutti vengono al mondo attraverso un atto d’amore, ma, a seconda

del luogo, si trovano a contatto con realtà diverse, non sempre favorevoli

alla vita.

Gianmaria Testa, Al mercato di Porta Palazzo: negli immigrati di un tempo

si legge la storia degli immigrati di oggi, il loro orgoglioso rivendicare

una dignità non ancora riconosciuta. Il tocco essenziale del cantautore

piemontese fa vivere nel presente una foto sbiadita di molti anni fa.

Mariella Nava & Dionne Warwick, It’s Forever: brano sulla necessità

dell’ottimismo come pratica quotidiana, sull’obbligo di mantenere vivo il

carattere propositivo dell’utopia. Necessità che si fa universale grazie

all’uso alternato di italiano e inglese.

Samuele Bersani, Occhiali rotti: spunto del brano è la vicenda del

freelance Enzo Baldoni, assassinato in Iraq nell’agosto del 2004. Il

cantautore romagnolo immagina i suoi possibili pensieri durante la

prigionia e a poche ore dalla morte. Gli occhiali diventano simbolo della

morte assurda di un intellettuale alla ricerca della verità.

Paola Turci, Rwanda: chitarra e voce per una ballata che riporta l’orrore

e la follia del genocidio del 1994. Una donna racconta come viene

sconvolta la sua esistenza in Rwanda, paese attraversato da un fiume sul

quale scorrono cadaveri.

Giorgio Canali, Canzone della tolleranza e dell’amore universale: caustica

e sarcastica filastrocca che si prende gioco del campanilismo xenofobo

proprio di tutto il pianeta. L’energico “tutti conto tutti” di Canali,

sotto l’apparente cinismo, svela un moto di civile indignazione.

Elena Vittoria, Peacock: surreale e onirica poesia messa in musica,

omaggio alla figura di Aung San Suu Kyi, donna simbolo dell’opposizione

democratica al regime militare in Myanmar e premio Nobel per la pace nel

1991.

Eugenio Bennato, Canzone per Beirut: un vero e proprio inno alla vita

quello intonato dal cantautore partenopeo. Il dolore per la distruzione

della città libanese viene spezzato da piccoli segni di speranza: è un

attaccamento alla vita cosciente sia delle difficoltà sia della bellezza.

Max Gazzè, Avanzo di galera: ritratto, umanissimo ed emotivamente

coinvolgente, di una persona ingiustamente privata della libertà, con un

obiettivo impossibile: riappropriarsi del tempo che gli è stato sottratto,

tempo che “una stanza ha preso senza chiedere”.

Modena City Ramblers, Ebano: tratta dei minori e violenza sulle donne. Il

folk dei MCR dà voce a una giovane africana strappata alla famiglia che

racconta, attraverso la poesia delle parole e delle immagini, la sua

storia fatta di spietati abusi.

Niccolò Fabi, Milioni di giorni: riflessione umile e lucida sulle

dinamiche della democrazia e della demagogia. Fabi, con la sua solita

delicatezza, esprime il bisogno di consegnare al proprio figlio una chiave

di lettura per questa società che tende a ingannare.

Antonella Ruggiero, Canzone fra le guerre: una madre e il suo bambino soli

di fronte all’atrocità inesplicabile della guerra. La voce della Ruggiero

denuncia, con la consueta intensità, l’impotenza di fronte

all’insensibilità degli uomini.

Jovanotti, Mani in alto: divertente allegoria, solo apparentemente

leggera, dell’intolleranza che porta a imporre agli altri la propria

visione del mondo, una canzone che ci mette in guardia contro gli aspetti

più pericolosi del conformismo e della massificazione.

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Paola Nigrelli

Ufficio Stampa

Amnesty International – Sezione Italiana

Via G.B. De Rossi, 10 – 00161 ROMA

Tel. 06 44.90.224 fax 06 44.90.222

cell. 348-6974361 e-mail: press@amnesty.it

Internet: www.amnesty.it

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Pubblicato da su 27 ottobre, 2008 in Notizie

 

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