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In marcia per il clima

16 Mag

Il 7 giugno scenderà in piazza “il popolo delle energie pulite e della sostenibilità ambientale e sociale”: cittadini, associazioni, Comuni che credono in un’alternativa energetica alle fonti fossili, respingono l’ipotesi nuclearista, credono in una gestione sostenibile del territorio, propongono soluzioni concrete per la gestione dei rifiuti, promuovono la mobilità su ferro e un’opera capillare di ammodernamento infrastrutturale.

Da Kyoto a Milano tutta la società civile, e non solo gli ambientalisti, si impegna a sollecitare e a operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta. È possibile farlo ripensando il modo di produrre energia, di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l’acqua, l’aria, la vita sulla Terra. La manifestazione nazionale “Marcia per il Clima” si terrà appunto il 7 giugno a Milano, promossa da: Legambiente, Wwf, Terre di mezzo, UISP – Unione Italiana Sport per Tutti, Federconsumatori, Federparchi, FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta e tante altre Associazioni che si battono per un futuro più sostenibile.

Dalla mattina nei giardini di Porta Venezia e in Corso Venezia verrà messa in mostra l’Italia delle buone pratiche: mostre, istallazioni e banchetti suddivisi in diverse piazze tematiche; alle ore 15.00, invece, partirà il corteo da Piazza San Babila che si concluderà con una serata di musica e interventi. “Ci mettiamo in Marcia – ha detto Maurizio Gabbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente – perché il clima sulla terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del pianeta, un profondo cambiamento culturale e politico che incida sui modi di produzione e consumo.”

La direttiva europea cosiddetta del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, disegnano uno scenario che pone l’Italia di fronte ad una grande scelta: è un cambiamento che può migliorare subito il nostro benessere e qualità della vita, perché aiuta la coesione sociale, la pace e la sicurezza internazionale, promuove una più equa distribuzione delle risorse del pianeta e garantisce a tutti il diritto di accedervi. Una conversione su cui investire risorse e competenze perché può produrre grandi benefici per la qualità del lavoro di donne e uomini, in Italia e nel mondo, e rendere la globalizzazione più equa e sostenibile. (E.R.)

Per adesioni e informazioni: tel.02-87386480 – www.legambiente.eumarcia.clima@legambiente.org.

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Pubblicato da su 16 maggio, 2008 in Eventi, Notizie

 

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