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Saatchi & Social: le campagne. Parte 2

25 Set

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Guarda la parte 3.

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3 risposte a “Saatchi & Social: le campagne. Parte 2

  1. Marco Bonardelli

    26 settembre, 2007 at 4:52 pm

    Ciao Marco,

    ottimo lavoro, quanto ben di Dio ! 😉 Complimenti anche alla dottoressa che ti ha gentilmente fornito queste campagne stampa.

    La campagna Ifaw mi sembra chiaramente ispirata alle campagne della Peta dove star come la bella Alicia Silverstone e altre si mostrano nude per esprimere il disappunto loro e della onlus per cuir realizzano la campagna verso la pratica delle pellicce.

    Proprio la Silverstone di recente ha fatto anche uno spot sempre per la Peta dove si mostra nuda per promuovere il vegetarianesimo.

    Memorabile la campagna contro il razzismo di Pubblicità Progresso con l’uomo di colore crocefisso, peccato che lo spot non sia presente nè sul loro sito nè su YouTube.

     
  2. comunicandoilsociale

    27 settembre, 2007 at 9:14 am

    Ciao Marco, è davvero la prima volta che trovo tanta collaborazione da parte di una Agenzia. La Saatchi ha dimostrato grande sensibilità e partecipazione. La campagna della Silverstone l’ho pubblicata pochi giorni fa https://comunicandoilsociale.wordpress.com/2007/09/25/alicia-silverstone-nuda-per-il-peta/
    e concordo con te sullo stile della campagna I faw. Recentemente Pubblicità Progresso ha rinnovato il suo sito e credo abbia realizzato un nuovo archivio delle loro campagne. Anche loro sono molto disponibili, magari ti possono dare una mano a rintracciarlo. Buona giornata.

     
  3. Marco Bonardelli

    27 settembre, 2007 at 12:10 pm

    Ciao Marco,

    grazie della tua segnalazione e della tua disponibilità. 😉

    Il sito nuovo di Pubblicità Progresso già l’ho visto e mi riferivo al fatto che nel loro sito c’è solo il secondo spot della campagna contro il razzismo, quello con la voce fuori campo del grande Ferruccio Amendola che è totalmente diverso dall’altro con l’uomo di colore crocefisso.

    Peccato, deve essere un bello spot, pur essendo molto crudo. Io lo ricordo molto vagamente perchè all’epoca avevo 5 anni.

     

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