Inserito da: marco valenti | 7 Luglio, 2008

Unicef


Risposte

  1. Posto il fatto che adoro questo blog: basta!
    Non se ne può più di ragazzini, barboni e malati invisibili.
    Non toccano più.

    Arnald

  2. Caro Arnald, grazie per i complimeti che meriti più tu per le bellissime vignette del tuo blog. Comprendo la tua reazione che è stata oggetto di tante discussioni su questo blog ed in altri contesti. Voglio però rovesciare la questione e chiedere: cos’è che tocca senza ricorrere alle immagini stereotipate?

  3. Caro Marco,

    grazie per i complimenti.
    Come fare comunicazione sociale senza immagini stereotipate?
    Non so, ci sarebbe da aprire un gruppo di lavoro annuale su questo. – Arnald

  4. Caro Arnald,
    vedo con piacere che hai raccolto la mia domanda che voleva solo essere lo spunto per aprire una riflessione. L’idea di aprire un laboratorio di idee su questo tema non mi dispiace per nulla e ti do la mia piena disponibilità per trovare il modo di costituire un gruppo di lavoro sul tema. Che ne dici?

  5. Certo che mi piacerebbe, ma non saprei quando.
    E poi, io sono solo un junior. Non è che posso proprio dare grandi sentenze. Di sociale ne ho fatto poco e quel poco che ho fatto si riduceva sempre pian piano in pubblicitese. Diciamo che ho idee contrastanti sul sociale perché la nostra società, prettamente incivile, lo usa solo come palliativo ai sensi di colpa.
    Ti faccio un esempio, ieri tornavo da lavoro e a Metro Piramide ho incontrato i ragazzi di Save the Children. Hanno provato a fermarmi e io mi sono divincolato velocemente perché ero stanco e abbrutito da una giornata di lavoro un po’ più difficile del solito. Come me, centinaia di migliaia di persone non sono ricettive al messaggio perché è intriso di ipocrisia e perché recita slogan fasulli e obsoleti in un paese in cui in fondo non si sta più tanto bene.
    Poi stamattina, stessa stazione, incontro una vecchietta che chiede timidamente l’elemosina (la incontro spesso). Si vede che non è una barbona, ma solo una che non arriva più alla fine del mese. Gli ho dato 5 euro, giuro. Mi sono chiesto cosa mi abbia spinto a farlo, visto che ti posso assicurare che non era per un senso di colpa che non m’appartiene. Forse è stato semplicemente lo schifo: pensare che alla fine della propria vita si debba restare vittime dell’indigenza.
    Boh. Parlo troppo. Comunque sono disponibilissimo a partecipare come utente di un gruppo di lavoro del genere e magari a dare una mano per organizzare, quello sì. Magari imparo qualcosa. – Arnald

    p.s.: ho cambiato il mio link.


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